La signora della mezzanotte di Cassandra Clare – Recensione


Recensioni / domenica, Dicembre 25th, 2016
Oggi vi parlo della nuova trilogia di Cassandra Clare, vi anticipo che per chi non avesse letto le altre serie contiene qualche spoiler, ma la storia si capisce e si segue perfettamente anche senza aver letto i precedenti libri.
Questa nuova trilogia infatti ha come protagonisti dei nuovi personaggi, introdotti negli altri libri, ma questa volta ci troviamo 5 anni dopo la grande guerra accaduta alla fine di “The Mortal Instruments”.

Los Angeles 2012. Sono passati cinque anni da quando Emma Carstairs ha perso i genitori, barbaramente assassinati. Dopo il sangue e la violenza a cui ha assistito da bambina, la ragazza ha dedicato la sua vita alla lotta contro i demoni ed è diventata la Shadowhunter più talentuosa della sua generazione.

Non ha però mai smesso di cercare coloro che hanno distrutto la sua famiglia e, quando si rende conto che l’unico modo per arrivare ai colpevoli è quello di allearsi con le fate, da anni in lotta con gli Shadowhunters, non si tira indietro.

È una partita molto pericolosa, ma Emma, insieme a Julian, suo migliore amico e parabatai, ha tutte le intenzioni di giocarla fino in fondo. Non solo la ragazza potrebbe finalmente vendicarsi, ma per Julian si apre la possibilità di riabbracciare il fratello Mark, che anni prima era stato costretto a unirsi al Popolo Fatato.

Inizia così una corsa contro il tempo, un’indagine ricca di colpi di scena, dove i bluff e i doppi giochi non mancano e i sentimenti più profondi sono messi a dura prova. Compreso quello che lega Emma e Julian, forse di natura diversa rispetto a quel legame puro, unico e indissolubile che dovrebbe unire due parabatai: un sentimento che la Legge non accetta.

Julian, Ty, Livvy, Dru e Tavvy sono una parte dei protagonisti di questa storia. Sono fratelli, vivono nell’istituto di Los Angeles e sono Shadowhunters. Dopo la morte dei loro genitori durante la grande guerra è stato Julian a prendere le redini della famiglia e ad occuparti dei più piccoli. Fortunatamente non ha dovuto fare tutto da solo. Emma dopo aver perso anche lei i suoi genitori, in circostanze sconosciute, si è trasferita all’istituto e dopo la guerra lei e Julian sono diventati Parabatai.

E’ proprio il legame Parabatai che lega tutta la storia di questa trilogia. La runa che Julian ed Emma hanno deciso di incidersi è permanente e li lega fino alla morte. Per gli Shadowhunters questo legame è pari a quello del matrimonio. Due persone che vivono in simbiosi, che si muovono insieme e che combattono insieme. Due parabatai sono l’uno il prolungamento dell’altro, se uno dovesse morire, l’altro rimane segnato per sempre.

Nei libri precedenti abbiamo incontrato diverse coppie di Parabatai, Jem e Will, Jace e Alec, in entrambi di casi abbiamo vissuto il loro profondo legame e adesso è il turno di Emma e Julian.

Julian è il tipico fratello maggiore, quello responsabile che si prende cura di tutti. Dopo la morte dei genitori e in assenza dei due fratelli più grandi, Mark e Helen. Ha preso lui le redini della famiglia pur avendo solo 17 anni.

Tiberius è poco più piccolo di Julian, ha un modo tutto suo di vedere il mondo e Julian ha faticato molto per cercare di capirlo e per non farlo sentire diverso. Ty è uno dei personaggi che mi è piaciuto di più, proprio perché è in continua crescita. Ci sono molto cose che non ti aspetteresti da lui, eppure ti soprende pagina dopo pagina.

Livia è la sua gemella, entrambi molto intelligenti, insieme hanno scoperto il mondo della tecnologia, anche se il conclave l’ha vietata. Quando hanno bisogno di risolvere un problema si catapultano in rete o in biblioteca. Fra i libri c’è sempre una risposta.

Poi c’è Drusilla, il suo personaggio non ha avuto una grande rivelazione in questo libro. Viene considerata quella piccola della famiglia e le sue doti non hanno ancora avuto modo di spiccare! Però mi aspetto qualcosa dal prossimo libro.

Infine, il piccolo Tavvy! Lui è proprio il più piccolo. Ha solo 7 anni e non riesce a seguire bene tutti gli avvenimenti e le svolte che prendono le indagini. Però è sempre presente, ascolta e apprende molto più di quello che i fratelli più grandi credono.

La differenza fra questo libro e i precedenti è che finora i protagonisti sono stati considerati degli adulti. Adesso invece a parte Julian e Emma facciamo i conti con dei personaggi molto più piccoli, con i loro capricci e le loro particolarità. Ammetto che alcune parti sono molto divertenti e i dialoghi accesi e incalzanti, come tutti i libri della Clare d’altronde!

Praticamente, in questa recensione non vi ho detto niente della trama. E’ stata una cosa voluta, è sempre difficile parlare di un libro che ti è piaciuto più di qualunque altro, perché rischi di dire solo che è bellissimo e ripeterlo in tanti modi diversi, ma il concetto rimane sempre quello!

Non posso fare altro che consigliarvi di leggerlo, anche se non avete letto le precedenti serie. Perché Julian, Emma e tutti i piccoli Blacktorn vi rimarrano sicuramente nel cuore.

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