Shadowhunters, città del fuoco celeste – Citazioni


Citazioni, Incipit ed estratti / giovedì, Agosto 7th, 2014

Sebastian è là fuori, noi siamo qui dentro. Con le difese raddoppiate. Tutti gli istituti evacuati. Nessuno a proteggere il mondo dai demoni. Chi custodirà i custodi?

Adoro le citazioni che la Clare inserisce nei suoi libri, soprattutto quelle che provengono da testi latini. Mi da la sensazione che chi scrive sappia davvero cosa dice e che abbia delle conoscenze che le permettono di collegare più aspetti e più riflessioni su quello che sta succedendo.

Esistono ricordi che il tempo non cancella, Clarissa. Chiedilo al tuo amico Magnus Bane, se non mi credi. L’eternità non basta a dimenticare ciò che si è perso, lo rende soltanto sopportabile.

Fratello Zaccaria! Che dire.. La storia costruita intorno a lui è davvero molto bella, ammetto di non aver ancora letto “Le Origini” quindi probabilmente mi manca qualche collegamento per capire bene la storia! Ma cercherò di recuperare! 😉

“Mene mene tekel upharsin” – Sei stato pesato sulle bilance e sei stato trovato mancante. Gli egizi credevano che, al confine con la morte, il cuore venisse posto su una bilancia: se pesava più di una piuma, il tuo sentiero era quello che conduceva all’inferno. Il fuoco celeste ci pesa, Jace Harondale, come le bilance degli Egizi. Se dentro di noi c’è più male che bene, ci distrugge. Il sono sopravvissuto, tu pure. La differenza tra noi è che io sono stato soltanto sfiorato dal fuoco, mentre tu ce l’hai fin dentro al cuore. Lo porti ancora dentro di te, un grande fardello e un grande dono.

E poi un’altra cosa che mi è piaciuta è stata l’attenzione dedicata ai Parabatai negli altri libri la Clare nominava questo particolare legame ma senza mai andare veramente a fondo. Mentre in questo finalmente, abbiamo conosciuto diversi personaggi legati da questa runa; Zaccaria e la perdita del suo legame Parabatai, Jace e Alec! E i due nuovi personaggi, Emma e Julian!

Abbi cura del tuo Parabatai: è un legame prezioso. Tutto l’amore è prezioso. E’ la ragione per cui facciamo quel che facciamo. Perché combattiamo contro i demoni? Perché loro non sono validi custodi di questo mondo? Cosa ci rende migliori? E’ il fatto che loro non costruiscono, distruggono. Non amano, odiano. Siamo umani e fallibili, noi Shadowhunters, ma se non avessimo la capacità di amare, non potremmo proteggere gli umani; per prenderci cura di loro dobbiamo amarli. 

Direi che fratello Zaccaria vince il premio per l’uomo più saggio di questa Saga! 😉

Ti sei mai sentito come se il tuo cuore fosse così pieno da darti l’impressione di scoppiare in mille pezzi da un momento all’altro? […] Le armi quando vengono rotte e riaggiustate, possono essere più resistenti nei punti di giuntura. Forse con i cuori è lo stesso.

Tutti noi siamo frammenti di ciò che ricordiamo. Racchiudiamo in noi le speranze e le paure di coloro che ci amano. Finchè ci sono l’amore e il ricordo, non ci sono vere perdite. 

E i momenti Jace/Clary? Devo dire che la Clare si è superata!

Vorrei soltanto poter dire la cosa giusta, fare la cosa giusta, renderti tutto più facile. Qualsiasi cosa tu desideri da me, io la voglio fare. Voglio esserci per te in qualunque modo pensi sia quello giusto Clary.

Alec.. e Jace!

Mi ricordo quando ti ho domandato se volevi che fossimo Parabatai e tu hai detto che ti serviva un giorno per pensarci. Poi sei tornato e hai risposto di sì. Quando ti ho chiesto perché avessi accettato, hai detto che avevo bisogno di qualcuno che si prendesse cura di me. Avevi ragione. Non ci ho più ripensato perchè non ne ho mai avuto motivo. Avevo te, e tu ti sei sempre preso cura di me. Sempre. 

e Jace a Alec..

Lo sapevo anche allora. Sarò più forte fisicamente, ma tu hai il cuore più pure di chiunque abbia mai conosciuto, e la fede più forte nel prossimo, e in questo senso sarai sempre miglio di quanto io possa mai sperare di essere. 

Calma Clare, così mi uccidi!

Il nero per cacciare quando il sole muore,
 Bianco è il colore per il lutto e il dolore, 
Oro per l’abito che la sposa ha indosso 
e, per evocare l’incantesimo, il rosso. 
Candida seta per i nostri caduti, 
blu per le bandiere quando tornano i perduti. 
Fiamma appena i Nephilim sono nati e per lavar via i peccati! 
Grigio per ciò che non si puà dire, 
osso per chi non vedi invecchiare. 
Gialla la fiaccola che la vittoria ha annunciato, 
il verde ripara ogni cuore spezzato. 
Per le torri antidemoni è l’argento, 
bronzo per evocare maligni poteri a cento.

 Adesso tutto la questione dei colori è più chiara. 😉

Tu pensi che lei potrebbe non amarmi più, dopo tutto questo tempo. (avete notato qualcosa della Rowling? ^.^). E’ sensato chiederselo. Forse no, non mi ama. Ma a patto che lei sia viva, stia bene e sia felice in questo mondo, anch’io troverò il modo di essere altrettando felice, pur senza starle accanto.

Di solito è Jace quello che mi fa sbellicare dalle risate.. Ma questa è di Clary!

Mi piace – decretò Isabell – Mi ricorda un po’ Jace quando era piccolo, e testardo, e si comportava come se fosse immortale. – Due su tre valgono ancora oggi – disse Clary.

Le perle di Magnus!

C’è stato un tempo prima dei Nephilim. Un tempo in cui Roma combattè contro la città di Cartagine, e nel corso di numerose guerre uscì vittoriosa. Dopo una di queste guerre, Roma chiese che Cartagine le pagasse un tributo, che rinunciasse al suo esercito e che il terreno su cui sorgeva fosse cosparso di sale. Lo storico Tacito disse che i romani “fanno il deserto e lo chiamano pace”. I cartaginesi non dimenticarono mai . Alla fine il loro odio per Roma scatenò un’altra guerra che terminò con la morte e la schiavitù. Quella non fu pace. Questa non è pace.

                                                                                                 

Perchè il mondo non è diviso fra chi è speciale e chi è normale: ciascuno ha il potenziale per essere straordinario. Finché si hanno anima e libero arbitrio si può essere qualsiasi cosa, fare qualsiasi cosa, scegliere qualsiasi cosa.

E per concludere!

Serviamo liberamente
perchè amiamo liberamente,
giacchè dipende dalla nostra volontà
amare o meno;
da essa dipende se stiamo in piedi o cadiamo.

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