La fabbrica di Cioccolato di Roald Dalh – Recensione


Recensioni / martedì, Settembre 1st, 2015
Recensioni

La Fabbrica Di Cioccolato di Roald Dalh

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Un bel giorno la fabbrica di cioccolato Wonka dirama un avviso: chi troverà i cinque biglietti d’oro nelle tavolette di cioccolato riceverà una provvista di dolciumi bastante per tutto il resto della sua vita e potrà visitare l’interno della fabbrica, mentre un solo fortunato tra i cinque ne diventerà il padrone. Chi sarà il fortunato? Per scrivere questo libro, Roald Dahl si avvalse di un suo ricordo: quando era un ragazzino di tredici anni, frequentava una scuola accanto alla quale sorgeva una fabbrica di cioccolato che si serviva degli alunni come “assaggiatori”
  • Editore: Fabbri Centauria
  • Pagine: 202
  • Uscita: 1 Marzo 1994

Charlie è il protagonista di questa fiaba, un bambino dolce, gentile e premuroso. Vive in una casa semidistrutta insieme ai suoi genitori e ai suoi quattro nonni. Il papà cerca di portare a casa più soldi possibili per mantenerli tutti, ma la mamma è costretta a casa a badare ai nonni perché sono tutti bloccati a letto. Il cibo che mangiano è troppo poco e non hanno abbastanza energia per muoversi.

Charlie nel suo piccolo va a scuola e cerca di fare il possibile per la sua famiglia senza nemmeno un capriccio. Ogni giorno osserva sognante i fumi che fuoriescono dalla fabbrica di cioccolato vicino casa sua. Passa davanti ai cancelli prima di andare a scuola, sognando di poterci entrare un giorno e portare la cioccolata a tutta la sua famiglia.

Purtroppo deve accontentarsi di una sola barretta che i nonni gli regalano il giorno del suo compleanno e deve farsela bastare per più tempo possibile, mangiandone dei piccoli pezzetti ogni giorno!

Ma la speranza di Charlie si riaccende quando il signor Willy Wonka, il proprietario della fabbrica, dirama un avviso:

Cinque bambini fortunati riceveranno una provvista di dolciumi bastante per tutto il resto della loro vita e potranno visitare l’interno della fabbrica, mentre un solo fortunato tra i cinque ne diventerà il padrone. ma solo se riusciranno a trovare i biglietti d’oro che ha accuratamente nascosto in cinque barrette della sua cioccolata.

Riuscirà Charlie a trovare il biglietto? Ci spera con tutto il cuore, ma sa di non avere molte possibilità di vittoria. A lui è concessa una sola barretta all’anno e nel mondo molti bambini possono avere tutte le barrette che vogliono. Anche nonno Joe cerca di non assecondare le speranze del nipote, potrebbe rimanerne davvero deluso.

Sarebbe bello se per una volta non fosse il solito bambino capriccioso e riccone a vincere un grande premio, spesso chi ha denaro ottiene tutto quello che vuole e Charlie questo lo sa bene. Da una parte è felice così, con tutta la sua famiglia che lo ama.

Ma nel cuore di Charlie la fiamma della speranza non riesce proprio a spegnersi.

Quello che Charlie non sa, è che il signor Willy Wonka ci vuole insegnare, è che non sempre chi può avere tutto ottiene davvero quello che desidera. E che non tutti i bambini desiderano qualcosa perché lo vogliono davvero, ma solo perché hanno dei genitori che possono procurargli tutto quello che vogliono e loro per capriccio vogliono sempre di più!  Per Charlie è diverso, la sua povertà gli ha insegnato ad accontentarsi anche di poche cose.

Questa fiaba nasce per insegnare ai genitori che donare ai figli tutto ciò che vogliono non è il modo corretto per educarli, ma è importante imparare a desiderare qualcosa con tutto il cuore e ad entusiasmarsi quando finalmente si riesce ad ottenerlo. Altrimenti si rischia di crescere dei figli arroganti, prepotenti e antipatici!

Ho adorato la scrittura semplice e scorrevole di Dahl e mi piace che ogni sua storia contenga degli insegnamenti nascosti, credo che proverò a leggere anche altre opere di questo autore e se avete voglia di passare un pomeriggio spensierato vi consiglio di leggerlo!

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  • Voto: 5/5
  • Consigli di lettura: Per insegnare ai genitori che accontentare sempre i propri figli rendendoli avidi e capricciosi non è mai un bene.

3 Commenti a “La fabbrica di Cioccolato di Roald Dalh – Recensione”

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