Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Robert Louis Stevenson – Recensione


Recensioni / giovedì, Settembre 18th, 2014

Ammetto di non essere mai stata amante dei classici, ma da un po’ di tempo uno dei miei buoni propositi è quello di provare a leggerne il più possibile. Uno di questi è “Lo stano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde” di Robert Louis Stevenson la versione edita da Newton Compton Editori. Ho sempre sentito parlare di questo libro, sia delle diverse versioni cinematografiche, ma non avevo mai avuto intenzione di leggerlo, fino a qualche tempo fa.

Il singolare “caso” del dottor Jekyll e del suo doppio, il signor Hyde, diventa teatro di uno spietato confronto tra istinto e ragione, tra le esigenze della virtù e le pulsioni più oscure e ribelli che albergano ne] cuore dell’uomo. Scritto in maniera lucida ed essenziale, divenuto ormai un classico dell’horror per il clima di mistero e di terrore in cui si svolge la vicenda, questo racconto ha pagine di alta potenza suggestiva, che uniscono al brivido e alla suspense lo spirito austero e ferrigno dei sermoni.

 Sono rimasta del tutto estasiata dalla scrittura di Stevenson, non è mai noioso, non è mai troppo descrittivo, non è mai eccessivamente contorto. L’ho trovato semplice, scorrevole e pur conoscendo il finale, mi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine. Perchè il Dr. Jekyll si comporta così? Cosa sfugge all’avvocato Utterson? E Poole, che ruolo ha all’interno della storia?

Stevenson risponde lentamente a tutte le domande e in più analizza il concetto del doppio, che a mio parere è un’analisi che porta l’uomo a riflettere su se stesso.

 Mi avvicinai alla verità, la cui parziale scoperta doveva portarmi a un così spaventoso naufragio: che l’uomo non è in verità uno ma duplice.

Il libro è ambientato in un periodo complesso della storia, l’età vittoriana in cui tutto ciò che è fuori dall’ordinario deve essere nascosto, altrimenti, un medico importante come il Dr. Jekyll non riuscirebbe a mantenere il suo nome rispettabile.

Dato che l’uomo pubblico deve essere visto come irreprensibile, dovrà celare la sua natura privata, al punto da negare che faccia parte di lui. (Storia della letteratura del terrore, Editori riuniti)

A questo punto fa il suo ingresso Hyde, chi è Hyde? Stevenson lo descrive come un uomo di piccola statura, gracile poco sviluppato, con una camminata strana e anomala. Hyde rappresenta tutto quello che il Dottore vorrebbe essere, un uomo che non ha paura di essere giudicato dal mondo esterno, ma che vive di piaceri, agisce senza scupoli solo per il piacere personale. Jekyll è il suo opposto, è solo coscienza, si preoccupa degli altri, si preoccupa di se stesso e dei suoi amici come potrà mai essere felice la sua vita se porta dietro di se un fardello che non gli permette di essere se stesso, ma solo chi gli altri vedono?

Ho imparato che l’uomo deve sopportare per sempre il peso e il destino della sua vita: quando tentiamo di disfarcene, essi ci ritornano addosso con nuova e più terribile violenza.

Quello che il Dr. Jekyll cerca di spiegare e che ogni uomo ha un duplice aspetto, quello che lo rende felice e quello che è costretto a mostrare, ma come scelgliere quale parte interpretare, Jekyll vuole essere la parte migliore di sè, ma è così semplice?

E accadde a me come accade a tanta parte dei miei simili, di scegliere la parte migliore e di non avere la forza necessaria a tenerla in vita.

E se quella peggiore prendesse il sopravvento? Stevenson è stato capace di rendere il filo sottile che lega questi due aspetti ancora più sottile. Mi è piaciuto il suo modo quasi soprannaturale di spiegare il difficile passaggio da una parte all’altra. Vorrei andare avanti ma credo che inserirei qualche spoiler, perciò mi fermo qui e non posso fare altro che consigliarvi assolutamente questa lettura che per me merita “Cinque pile di libri!” (Forse era meglio usare le stelline XD)

 Cosa ne pensate? Avete altro di Stevenson da consigliarmi?


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