Signora della mezzanotte di Cassandra Clare – Citazioni


Citazioni, Incipit ed estratti / venerdì, Maggio 6th, 2016
Come sapete adoro le citazioni e questo libro devo dire che ne contiene alcune davvero stupende. Ho provato a raccoglierle tutte! Spero vi piaccia 🙂

Il legame Parabatai era più di un’amicizia, più di una famiglia: era un vincolo potente che ti univa in un modo che tutti gli Shadowhunters rispettavano e riconoscevano quanto il matrimonio.

Nessuno avrebbe separato due parabatai. Nessuno avrebbe mai osato: insieme, i parabatai erano più forti. Lottavano fianco al fianco come se potessero entrare l’uno nella mente dell’altro. Una singola runa fatta dal parabatai era più potente di dieci rune fatte da chiunque altro.


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Quando anche lui alzò lo sguardo su di lei, sentì la runa parabatai pulsarle sul braccio. Si precipitò giù dalle scale. Julian era chinato a dire qualcosa a Dru. Si voltò e fece diversi passi veloci verso Emma, che in quel momento non notò altro: lui riempiva completamente il suo campo visivo […] Si incontrarono al centro dell’atrio, quando lei gli buttò le braccia al collo. “Jules” disse, ma la sua voce venne smorzata dalla spalla di lui che ricambiava l’abbraccio.


“Ora capisco perché dicono che non bisogna separare i parabatai! Voi due andate a braccetto, come…”
“Sherlock Holms e il dottor Watson” intervenne Ty, che nel frattempo aveva ricominciato a leggere.
“Il cioccolato e il burro di arachidi” disse Tavvy.
“Il capitano Achab e la balena” aggiunse anche Dru che, trasognata, stava tracciando dei disegni nello sciroppo rimasto dentro al suo piatto vuoto.
Emma quasi si strozzo con il succo. “Dru, la balena e il capitano Achab erano nemici!”

“Vero” confermò Julian. “La balena senza Achab è soltanto una balena. Una balena senza problemi. Una balena in pace con il mondo.”


Quando ami qualcuno, questo qualcuno diventa parte di ciò che sei. E’ in tutto quello che fai. E’ nell’aria che respiri, nell’acqua che bevi, nel sangue che ti scorre nelle vene.
Il suo tocco ti resta sulla pelle, la sua voce ti resta nelle orecchie, i suoi pensieri ti restano nella mente. Conosci i suoi sogni perché quelli brutti ti trafiggono il cuore e quelli belli sono anche i tuoi.

E non pensi che sia perfetto, ma conosci i suoi difetti, la verità profonda dentro al suo cuore, le ombre di tutti i suoi segreti, che però non ti spaventano: anzi, te lo fanno amare ancora di più, perché tu non vuoi la perfezione. Vuoi quella persona.”


Ogni tanto Julian si ritrovava a giocare con questa fantasia prima di addormentarsi: loro due che buttavano quattro cose dentro al bagagliaio di una macchina e lasciavano l’Istituto, in un mondo dove lui non aveva nessuno a cui badare, dove non esisteva nessuna Legge e nessun Cameron Ashdown, dove a trattenerli c’erano soltanto i limiti dell’amore e dell’immaginazione.


“Il fatto che tu sia la mia parabatai è la cosa più bella della mia vita.” Parole semplici e schiette, pronunciate senza l’ombra di verità sospese. […]

Julian sospirò. “Emma.” Dolore allo stato puro. “Emma, ho detto quello che ho detto perché… perché a volte penso di averti chiesto di diventare la mia parabatai per legarti a me. Il console voleva che tu andassi in Accademia e io non riuscivo a sopportare quest’idea. Avevo già perso così tante persone… Non volevo perdere anche te.”


Era il sorriso che lei adorava, quello che arrivava solo per lei, quello che diceva che, anche se la vita lo costringeva spesso a fare il serio, in realtà Julian non era così di natura.


“…Nella tua mentre i tuoi genitori sono perfetti. Ora che stiamo chiudendo il cerchio, sei preoccupata di poter scoprire che magari erano…”
“Imperfetti?” Dovette sforzarsi per scacciare una nota di tensione dalla voce. “Cattive persone?”
Esseri umani. Prima o poi ci ritroviamo tutti a fare i conti con il fatto che le persone che devono prendersi cura di noi sono esseri umani. E commettono degli sbagli.”

Si scostò i capelli dagli occhi. “Io vivo nel terrore del giorni in cui i ragazzi si renderanno conto che questo vale anche per me”.


Scioccato e stordito, ci posò una mano sopra. E in quel momento seppe. Seppe senza sapere come fosse possibile, seppe nel profondo dell’anima, dove il suo legame con Emma era stato forgiato nel sangue e nel fuoco. Seppe perché lei era parte di lui, il respiro di lei era il suo, i sogni di lei erano i suoi, il sangue di lei era il suo. E quando sentì che le si si era fermato il cuore, seppe che anche il suo avrebbe fatto lo stesso, e ne fu felice, perché non avrebbe voluto vivere neppure un secondo in un mondo senza di lei.


Sei così forte Emma. Sei forte fino al midollo. La gente sopravvive ai dispiaceri, e tu sei abbastanza forte da poterne sopportare molti. Ma Julian non è uno capace solo di sfiorarti il cuore. Lui è in grado di toccarti l’anima, e c’è una differenza tra farsi spezzare il cuore e farsi ridurre l’anima in frantumi.


“Sei un Centurione” intervenne Ty. “Hai prestato dei giuramenti…”

“Quelli di amicizia e di amore sono più forti” fu la risposta di Diego.


“Amo il modo in cui riconosco il rumore dei tuoi passi in corridoio fuori da camera mia anche quando non sapevo che stessi arrivando. Nessun altro cammina, respira o si muove come fai tu. Amo come trattieni il fiato quando dormi, come se i sogni ti sorprendessero. Amo il modo in cui, quando siamo insieme in spiaggia, le nostre ombre si fondono in un’unica persona. Amo quando mi scrivi sulla pelle, facendomi capire meglio di quanto capirei se uno mi gridasse nell’orecchio. Non volevo amarti così. Amarti così è la peggiore idea del mondo. Ma non ci posso fare niente. E, credimi, io ci ho provato.


Gli eroi non sempre sono quelli che vincono. Sono quelli che perdono, a volte. Però continuano a combattere. continuano a provarci. Non si arrendono. Ed è questo che fa di loro degli eroi”

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