La parabola del seminatore: cambiamento climatico, sopravvivenza e una nuova fede in un’America al collasso
Perché leggerlo
Una distopia potentissima che intreccia crisi climatica, violenza sociale, religione e sopravvivenza, seguendo una protagonista capace di trasformare il crollo del mondo in una nuova visione del futuro.
A chi potrebbe piacere
Ideale per chi ama distopie sociali, protagoniste adolescenti, mondi post-crisi, riflessioni su fede e comunità e storie in cui la sopravvivenza diventa anche costruzione di un nuovo sistema di valori.
A chi non lo consiglieresti
Meno adatto a chi cerca una fantascienza avventurosa e leggera, perché il romanzo affronta temi duri come violenza, disuguaglianze, fanatismo, collasso sociale e crisi ambientale.
In un’America devastata dal cambiamento climatico e dalla scarsità di risorse, Lauren vive in una piccola comunità fortificata insieme alla famiglia. Fuori dai muri regnano violenza, saccheggi e caos, ma Lauren capisce presto che nemmeno quelle difese dureranno per sempre. Nei suoi quaderni comincia così a formulare il Seme della Terra, una nuova religione fondata sull’idea che il cambiamento sia l’unica costante. Quando la comunità viene travolta dalla violenza, Lauren è costretta a partire insieme ad altri sopravvissuti. Il viaggio verso nord diventa così una lotta per restare vivi e, allo stesso tempo, il primo passo verso la costruzione di qualcosa di nuovo.
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