Qualcosa di vero di Barbara Fiorio

Nonostante le apparenze, gli orchi e le streghe cattive, tutto sembrava più semplice nelle fiabe

Qualcosa di vero è uno di quei libri che non avrei mai letto spontaneamente, forse per la copertina, forse per la trama molto vaga. Ma con il senno di poi, mi rendo conto che ci sono letture che dovremmo sforzarci di leggere. Ogni tanto, dovremmo dare una possibilità a quei libri meno accattivanti, perché potrebbero nascondere delle sorprese!

Con il libro della Fiorio è successo proprio questo. Giulia è una donna che non riesce a soddisfare pienamente la sua vita amorosa e cerca di andare avanti lavorando e uscendo con uomini a caso. La sera torna a casa, guarda serie tv e cerca l’idea migliore per promuovere la prossima pubblicità che le è stata assegnata a lavoro.

Ma la sua routine un giorno viene interrotta da Rebecca, la bambina del pianerottolo, una bimba di quasi 9 anni che continua a chiamarla signora, cosa che Giulia dall’alto dei suoi 40 anni non riesce proprio a digerire. Rebecca è la figlia della vicina, quasi tutte le sere, la “novenne” bussa alla porta di Giulia chiedendo compagnia e una favola.

Giulia di favole ne sa a bizzeffe! Ed è divertentissimo per il lettore che le ascolta insieme a Rebecca. L’ironia trabocca da tutte le lettere di questo libro, la Fiorio riesce a coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine.

Giulia, attraverso le favole, condanna i luoghi comuni e quelle convinzioni che fin da piccoli ci perseguitano. Ci ostiniamo a raccontare ai bambini (e a noi stessi) delle bugie per farci credere che i mostri possono essere sconfitti con l’amore o che le principesse si conquistano con un bacio e che basta un attimo, un colpo di fulmine per conoscere qualcuno che vada bene per il resto della vita.

Purtroppo, per ottenere qualcosa, bisogna lottare con i denti e bisogna avere il coraggio anche di troncare le cose che non hanno futuro.

Il bello di questo libro è che racchiude molto più di quello che la trama vuole descrivere. Parla di temi molto forti, di bullismo, di cambiamenti, di amore, quello vero, di gente strana e di persone che hanno coraggio; della felicità, che spesso abbiamo davanti agli occhi e non riusciamo ad scorgere. E infine, dei buoni, perché quando si è gentili, genuini e si lotta per qualcosa di giusto, anche la persona più impensabile può rivelarsi utile.

Come al solito, tendo a divagare, ma sono rimasta davvero colpita da questo racconto. Leggetelo perché vi permetterà di affrontare la giornata con un sorriso.


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A rincasare ubriachi nel cuore della notte si rischia di inciampare in qualsiasi cosa: un gradino, i lacci delle scarpe, uno stuoino fuori posto. Ma se ti chiami Giulia, sei una pubblicitaria di successo e per te l’infanzia è solo una nicchia di mercato, puoi anche inciampare in una camicia da notte con una bambina dentro: Rebecca, la figlia della nuova vicina.

Allora, tra i fumi dell’alcol, puoi persino decidere di ospitarla per una notte sul tuo divano. Salvo poi rimanere invischiata in sessioni di fiabe da raccontarle ogni volta che la madre, misteriosamente, non c’è. Da Cenerentola a Pollicino, da Raperonzolo alla Sirenetta, purché siano sempre le versioni originali: quelle di Perrault, dei Grimm e di Andersen, dove i ranocchi si trasformano in principi soltanto se li lanci contro un muro, e non sono certo i baci a risvegliare le più belle del reame.

Se invece ti chiami Rebecca e sei arrivata da poco in città, puoi provare a conquistare i compagni di classe con le “fiabe vere”. Salvo poi imbatterti nelle temibili bimbe della Gilda del cerchietto, pronte a screditarti con le versioni edulcorate della Disney. E forse, nonostante i tuoi nove anni, cercherai di far capire a Giulia, la tua amica del pianerottolo, che, anche se i principi azzurri nella realtà non esistono, l’uomo giusto a volte è più vicino di quanto si pensi.

Ciò che ancora non sai è che la verità costa cara. E non solo perché certe cose è meglio non raccontarle, specie quando ci sono di mezzo i segreti degli adulti.

Ma anche perché in ogni storia, persino in quelle più divertenti, si nasconde un mostro. E per sconfiggerlo le parole non bastano. Per sconfiggerlo ci vuole qualcosa di vero.

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