Il custode del drago: draghi imperfetti, Kelsingra e un viaggio per rinascere
Perché leggerlo
Un fantasy d’avventura che intreccia draghi, emarginazione e trasformazione personale, costruendo un viaggio in cui tanto gli esseri umani quanto le creature che accompagnano devono scoprire cosa possono diventare.
A chi potrebbe piacere
Ideale per chi ama epic fantasy, draghi, viaggi pericolosi, personaggi esclusi dalla società e storie in cui il legame tra umani e creature cambia entrambi.
A chi non lo consiglieresti
Meno adatto a chi cerca un fantasy molto rapido o una storia centrata soprattutto sull’azione, perché grande spazio è dedicato ai personaggi, alle relazioni e alla crescita interiore.
I draghi nati lungo il fiume sono creature fragili, incapaci di volare e considerate ormai un peso dai Mercanti. Per liberarsene, viene organizzata una spedizione verso Kelsingra, l’antica città dei draghi scomparsa da secoli. Al viaggio partecipano persone che, come le creature che devono guidare, vivono ai margini della società. Thymara è stata emarginata per la propria diversità, mentre Alise cerca di sfuggire a una vita priva d’amore. Lungo il percorso attraverso le Giungle della Pioggia, custodi e draghi cominciano a trasformarsi insieme, mentre la ricerca di Kelsingra diventa anche una possibilità di riscatto e rinascita.
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