Land: mappe, radici e ribellione nell’Irlanda del 1865
Perché leggerlo
Un romanzo familiare e storico che usa il tema delle mappe per parlare di identità, appartenenza, colonialismo e del legame impossibile da recidere con la propria terra.
A chi potrebbe piacere
Ideale per chi ama saghe familiari, Irlanda, protagonisti in conflitto con le aspettative sociali e storie in cui vicende private e trasformazioni storiche si intrecciano.
A chi non lo consiglieresti
Meno adatto a chi cerca una trama molto rapida o fortemente avventurosa, perché il cuore del romanzo sembra stare soprattutto nei rapporti familiari, nella memoria e nel rapporto con il territorio.
Irlanda, 1865. Tomás e il figlio Liam lavorano al progetto britannico dell’Ordnance Survey, impegnato a mappare l’isola e fissarne nomi e confini. Dopo un misterioso incontro in un bosco, però, Tomás comincia a ribellarsi alle regole imposte dagli inglesi, mettendo a rischio il lavoro e caricando il figlio di appena dieci anni di responsabilità enormi. La sua decisione di lasciare Dublino per trasferire la famiglia in una casa diroccata sconvolge soprattutto Enda, la figlia maggiore, che sogna una vita oltre i ruoli imposti alle donne. Tra fantasmi, segreti e generazioni, la famiglia dovrà confrontarsi con ciò che significa appartenere davvero a una terra.
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