Villa Debora: donne, madri e figlie in una casa costruita per scegliersi
Perché leggerlo
Un romanzo corale sulle famiglie che nascono per scelta, sull’amicizia femminile e sul difficile equilibrio tra cura, libertà e regole condivise.
A chi potrebbe piacere
Ideale per chi ama storie intergenerazionali, relazioni tra donne, coming of age e romanzi in cui una casa diventa parte viva della narrazione.
A chi non lo consiglieresti
Meno adatto a chi cerca molta azione o una trama costruita sul mistero, perché il cuore del libro sono soprattutto i rapporti familiari e le dinamiche della comunità.
A quattordici anni Argenta si trasferisce con la madre Sara a Villa Debora, una villetta Liberty di Milano destinata a diventare uno spazio di co-residenza per sole donne. Poco alla volta arrivano nuove ospiti, tra cui Valeria, fuggita da un marito violento, e la figlia Adele. Diversissime tra loro, Argenta e Adele passano dall’insofferenza a una profonda complicità, mentre attorno a loro prende forma una comunità fondata su lavoro condiviso, cura e sostegno reciproco. Quando quell’equilibrio comincia a incrinarsi, le due ragazze iniziano però a mettere in discussione le regole stabilite da Sara e, con esse, il rapporto con le proprie madri. A raccontare e custodire tutto è Villa Debora stessa.
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