Storia della mia fame: anoressia, identità e il corpo che diventa una prigione
Perché leggerlo
Un memoir lucido e doloroso che racconta dall’interno come un disturbo alimentare possa trasformarsi lentamente da controllo sul corpo a forma totalizzante di identità.
A chi potrebbe piacere
Ideale per chi cerca testimonianze autobiografiche, libri sul rapporto con il corpo, salute mentale, pressione sociale e costruzione dell’immagine di sé.
A chi non lo consiglieresti
Meno adatto a chi preferisce evitare racconti molto espliciti e intensi legati ad anoressia, restrizione alimentare e percezione distorta del corpo.
Francesca Marzia racconta il lungo percorso attraverso cui l’anoressia entra nella sua vita e finisce per occuparne ogni spazio. Tutto comincia dal desiderio di dimagrire e dal confronto con lo sguardo degli altri, ma presto il cibo diventa un pensiero costante, la bilancia un giudice e la rinuncia una regola quotidiana. Amicizie, relazioni e desideri passano in secondo piano, mentre numeri e controllo diventano sempre più centrali. Il libro ricostruisce così la trasformazione del disturbo da comportamento apparentemente gestibile a parte profondamente radicata dell’identità, mostrando quanto sia difficile distinguere sé stessi dalla malattia.
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